Fusione a cera persa: le fasi di lavorazione

Il processo per ottenere una fusione con la tecnica della “cera persa” è lungo e articolato, il suo grande vantaggio è che si possono ottenere fusioni complesse e cave che con le altre tecniche fusorie non è possibile realizzare.

Elenchiamo di seguito tutte le fasi produttive atte a riprodurre un getto di fusione.

Fase 1:
realizzazione dello stampo o negativo

La funzione dello stampo , è quella di creare una copia in negativo del modello originale da riprodurre successivamente con la fusione. Lo stampo è necessario per una produzione multipla della fusione.
 Le nuove tecnologie e i nuovi materiali hanno permesso la realizzazione degli stampi con le gomme siliconiche. Fino a 30 anni fa gli stampi erano prodotti in gesso e colle animali.

Fase 2:
realizzazione copia in cera

Sullo stampo viene versata o stesa la cera liquida per ottenere una copia positiva perfettamente uguale al modello originale. Lo spessore della cera varia in base al tipo di fusione che si vuole realizzare. La cera riproducente il modello viene ritoccata e rifinita dall’artista o da un collaboratore dello stesso.

Fase 3:
installazione dei rami di alimentazione sull’opera in cera

Alla cera vengono collegati dei rami, essi stessi in cera, che serviranno alla colatura e allo scorrimento del bronzo.

 Fase 4:
realizzazione della forma negativa in refrattario

Il tutto viene ricoperto di materiale refrattario composto da gesso e argilla amalgamati assieme con acqua, fino a formare un parallelepipedo, che solidifica in breve tempo, e che rappresenta la forma entro cui verrà versato il metallo liquido.

Fase 5:
evaporazione della cera e cottura della forma

Questo parallelepipedo, chiamato forma, viene introdotto in un forno. Staziona per 7/8 giorni a 600 gradi centigradi. Questo tempo è necessario per la cottura della forma e per la evaporazione di tutta la cera in essa contenuta. La cera evaporando lascia il vuoto all’ interno della forma refrattaria con la riproduzione in negativo del bassorilievo con i rami di colatura.

Fase 6:
colata del metallo fuso nella forma

La fusione del metallo produce una spinta gravitazionale di discreta entità. Per evitare che la forma refrattaria sotto la spinta del metallo fuso possa cedere, le forme vengono assiemate e imbrigliate fino a formare un unico elemento solido e resistente. A questo punto Il metallo fuso viene versato all’ interno della forma refrattaria fino a riempire tutti gli spazi lasciati liberi dalla cera precedentemente evaporata.

Fase 7:
raffreddamento sterratua e sabbiatura

Dopo il raffreddamento della forma, il getto fuso viene liberato del refrattario che la circonda, portando a nudo la fusione grezza. Un ulteriore pulizia, per ottenere il getto perfettamente pulito senza residui di refrattario viene fatta con la sabbiatura. 


Fase 8:
rifinitura del pezzo

La scultura fusa ormai liberata dal materiale refrattario è pronta per essere rifinita.
 L’opera fusa deve essere liberata dai condotti che vengono tagliati con seghe e mole a disco. Le soffiature di fusione e le imperfezioni della superficie saranno accuratamente chiuse con l’ apporto della saldatura, solo allora si potrà intervenire con lime, raspe e tela abrasiva, per poi ultimare con i ceselli fino a risaltare i particolari.

Fase 9:
patinatura finale

L’ultimo passaggio, che conclude questo lungo e meraviglioso viaggio, è la patinatura del pezzo.
la patinatura è un ossidazione forzata del metallo ottenuta mediante l’uso di vari acidi e ossidi, a seconda della sostanza utilizzata la sculture potrà assumere varie “colorazioni e tonalità di colore”.
L’opera è conclusa, pronta a resistere al tempo.